Una piccola rubrica per riflettere sulle parole spesso usate nella comunicazione in ambito culturale. In particolare, quelle che scriviamo col pilota automatico e che, di conseguenza, appaiono esauste come l’olio in cui abbiamo fritto più volte. Abusate, al risparmio, ogni tanto pure indigeste. Un esercizio di pensiero per andare oltre e scegliere meglio le parole con cui parlare al nostro pubblico.